Il CAE su Rai Tre!

IL CAE SU RAI TRE!
Il Centro di Accoglienza sarà su RAI TRE!
Rai 3 Toscana metterà in onda il video di 5 minuti “S.O.S. ci mancano 54000€” del CAE tra fine maggio e i primi di giuigno prossimi. INFORMEREMO TUTTI GLI AMICI APPENA CONOSCEREMO LA DATA PRECISA DI MESSA IN ONDA DEL VIDEO. CONTINUATE A SOSTENERCI NEI NOSTRI PROGETTI!

Un grande grazie per il contributo dei ragazzi di via XX settembre

UN GRANDE GRAZIE PER IL CONTRIBUTO DEI RAGAZZI DI VIA XX SETTEMBRE
Empoli. 12.6.2013

Carissimi AMICI,
Cara Simonetta,
cari “ragazzi” di Via XX Settembre,

il tempo continua a passare… ma non per Voi.

Lo spirito con cui vi siete messi in gioco è fantastico. GRAZIE!

Per l’incoraggiamento concreto che ci avete dato, per l’Amicizia confermata, per la sensibilità che dimostrate verso chi ha bisogno, per l’impegno la creatività e l’abilità nel fare teatro. Ci siamo a anche divertiti nel vedervi all’opera.

Il vostro prezioso contributo di 800,00 euro servirà per continuare ad inpegnarsi con coraggio per i ragazzi e le loro famiglie coinvolti nelle droghe.

Da noi al Centro sarete sempre i benvenuti come parte di noi.

Vi abbraccio e vi saluto.
Claudio Freschi
Presidente C.A.E.

La primula della solidarieta

LA PRIMULA DELLA SOLIDARIETA’ 2012

Cari Amici,
anche quest’anno ci presentiamo a voi con la PRIMULA DELLA SOLIDARIETA’ 2012, un evento che da anni coinvolge parrocchie, volontari, amici che ci aiutano nel nostro lavoro. Un grazie sincero a tutti perché rendete possibile il realizzarsi di questi eventi. “La Primula” per noi è un appuntamento molto importante: ci permette di raccogliere fondi per i nostri progetti:
Centro Giovani Avane: centro socio-educativo per bambini e adolescenti;
Giovani e Benessere: per giovani con disagi o con problemi di dipendenze e per le loro famiglie;
Attivamente: spazio di confronto e socializzazione per ragazzi diversamente abili.
Rappresenta inoltre un piacevole momento di incontro per i volontari e per gli amici che ci conoscono. La scelta del simbolo della primula significa: “la primula nasce alle soglie della primavera, anche in periodi freddi e condizioni precarie. E’ un fiore di colori diversi e necessita di essere nutrito soltanto dall’amore della terra, dall’acqua del cielo e dal caldo del sole. Ogni anno risboccia con gli stessi colori e negli stessi luoghi”. Anche quest’anno chiediamo la collaborazione di tutti, coscienti che è proprio in periodi difficili, come questo (è a rischio la continuità dei nostri progetti), che si avverte maggiormente la necessità di sostenerci l’un l’altro per testimoniare quella visione solidale del mondo che ci caratterizza. Con l’occasione vi auguriamo un anno carico di speranza e di incoraggiamento. Proviamo insieme a riaccendere la primavera.
Claudio Freschi
Presidente C.A.E.

S.O.S. CI MANCANO 54.000 EURO! AIUTACI!
“Ogni OFFERTA/DONAZIONE è DEDUCIBILE ai sensi dell’art. 13 del D.LGS. 4/12/97 n. 460 dalla Dichiarazione dei Redditi e dalla contabilità aziendale”.
Cari amici,
il nostro Centro, grazie a tanti operatori, volontari, genitori e ragazzi dal 1983 si impegna in tutto il territorio dei nostri 15 comuni per la prevenzione al disagio giovanile e nel recupero dalle dipendenze.
Raramente abbiamo chiesto aiuto: lo abbiamo fatto solo nel 1996 per un evento eccezionale. Da allora fino ad oggi siamo andati avanti grazie ai contributi del fondo nazionale lotta alla droga, grazie alla Regione Toscana, al Comune di Empoli e a tante famiglie ed amici.
Oggi non siamo più in grado di garantire la continuità di questi progetti (soprattutto del progetto Giovani e Benessere sulle dipendenze e sul disagio giovanile) causa il drastico taglio dei fondi pubblici.
Di fronte a questa realtà non ci siamo arresi, ci siamo riuniti e abbiamo deciso di iniziare una grande campagna di raccolta fondi che durerà per oltre un anno. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto! Aiutaci a diffondere il nostro SoS! Abbiamo bisogno anche di te!
Scarica il nostro volantino
Partecipa ai nostri eventi e sostienici con le seguenti modalità
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CC BANCARIO IBAN IT27V0630037830CC1010009942
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Claudio Freschi
e il Consiglio Direttivo del CAE

Cari Amici e Amiche

Cari AMICI e AMICHE,

Il Centro di Accoglienza di Empoli rilancia anche per questa primavera la campagna di raccolta fondi a sostegno di tutte le proprie attività, come avrete potuto vedere anche dal rinnovo della gigantografia posta nel giardino di Casa Barzino.
Con l’occasione vogliamo ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato in questa prima tappa dove, ad oggi, abbiamo raccolto 25.000€.
L’obiettivo di 54.000€ è ancora lontano, ma tutti insieme possiamo farcela. Per questo motivo, in questo periodo rilanciamo “DONA il 5X1000” .
GRAZIE a nome di tutti i ragazzi, i genitori, i volontari e gli operatori del nostro Centro.

Claudio Freschi e il CD del CAE

 

Amichevolmente

AL VIA AMICHEVOLMENTE 2013
Siete tutti invitati a giocare e a prendere un caffè insieme in modo SPENSIERATO e al FRESCO;
è tentativo di risposta al bisogno di stare un pò insieme, in modo diverso, dopo le fatiche e le preoccupazioni della giornata.
Fate il PASSAPAROLA, a casa, in cooperativa, in associazione, con gli Amici.
Buonaserata.

 

 

 

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Lo STAFF di AMICHEVOLMENTE

A San Miniato il ping pong diventa sociale e abbraccia i ragazzi diversamente abili grazie alla Cooperativa Sociale Colori e i suoi partner

Il ping pong diventa sociale. Ha preso il via, nello scorso mese di settembre, un bel progetto dalle importanti finalità sociali, promosso dalla Sociale Colori e dai partner Polisportiva e Casa Culturale di San Miniato, con il contributo della fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato. Una proposta concreta per i ragazzi diversamente abili del nostro territorio. Questa attività, infatti, si inserisce nel progetto “S.T.A.I con Noi” attività per il tempo libero. I ragazzi diversamente abili del ping pong sociale iscritti sono 12. Giocano e si allenano grazie agli allenatori della polisportiva Casa Culturale di San Miniato e con i suoi atleti che danno preziosi suggerimenti in costante allegria.Ping pong diversamente abili

Il Progetto “Stai…con noi” intende dare continuità e avviare attività di tempo libero e sport gestiti dalla Coop Colori e rivolti a persone con disabilità psicofisica del Valdarno Inferiore.

GLI OBIETTIVI

La finalità primaria di questo progetto è quella di offrire opportunità dirette a valorizzare ed accrescere le capacità delle persone con disabilità attraverso la fruizione e la pratica di attività ludico sportive e di socializzazione. Le attività si svolgono in ambienti normalmente frequentati da tutti e aiutano a far percepire le capacità dei diversamente abili per un diverso approccio culturale alla disabilità in genere.

L’ATTIVITA’

Come detto il progetto i rivolge a 12 persone disabili età tra i 18 e 40 anni, con incontri settimanali di 2 ore. L’attività aiuta gli atleti a far emergere e sviluppare le capacità relazionali, nella concentrazione e nella coordinazione oculo-manuale. Il progetto mira alla creazione di una squadra di persone disabili, unica in Toscana, in collaborazione con la polisportiva del Circolo Arci di San Miniato ai cui atleti sarà fornita l’attrezzatura (racchette e muta con logo della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato).

IL PROGETTO

La finalità generale che ispira il progetto è quella di offrire ai disabili e alle loro famiglie opportunità di tempo libero “qualificate” che possano migliorare la qualità della vita in tutti i suoi aspetti. Ciò si concretizza nella possibilità di creare attività sportive a laboratori artistici per giovani e adulti disabili che siano contemporaneamente formative, aggregative, informative, di sostegno alle famiglie e caratterizzate da una forte interazione tra normodotati e portatori di deficit.

Gli obiettivi prioritari rispetto ai disabili, alle loro famiglie ed alla comunità locale sono:

* migliorare lo stato di benessere del soggetto disabile;

* favorire l’integrazione delle persone con handicap con quelli normodotati nelle attività di svago o di gioco;

* costruire una rete sociale per comunicare e intrecciare rapporti fra chi esprime un bisogno e chi offre una disponibilità;

* promuovere e potenziare la cultura della solidarietà e della diversità non come ostacolo ma come risorsa.

fonte: valdelsasport.it

5×1000 2013

Cari AMICI e AMICHE,

Il Centro di Accoglienza di Empoli rilancia anche per questa primavera la campagna di raccolta fondi a sostegno di tutte le proprie attività, come avrete potuto vedere anche dal rinnovo della gigantografia posta nel giardino di Casa Barzino.
Con l’occasione vogliamo ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato in questa prima tappa dove, ad oggi, abbiamo raccolto 25.000€.
L’obiettivo di 54.000€ è ancora lontano, ma tutti insieme possiamo farcela. Per questo motivo, in questo periodo rilanciamo “DONA il 5X1000” .
GRAZIE a nome di tutti i ragazzi, i genitori, i volontari e gli operatori del nostro Centro.

Claudio Freschi e il CD del CAE

Progetto giovani e benessere

Il Progetto Giovani e Benessere si rivolge a ragazzi, minorenni e maggiorenni, che per vari motivi esprimono segni di disagio: possono abusare di sostanze ed alcol, oppure essere dipendenti da Internet, o da relazioni affettive, o, ancora, avere un rapporto non equilibrato con il cibo ed il proprio corpo. Inoltre il progetto si rivolge a genitori che hanno sospetti di uso di sostanze da parte dei figli, oppure che avvertono in loro vari segnali di disagio, o ancora, non riuscendo a gestire le varie situazioni familiari ed i propri figli, desiderano confrontarsi ed imparare quel difficilissimo lavoro che è “essere genitori” L’aiuto che il progetto può dare ai giovani è rappresentato dall’offerta di due diversi percorsi, il Progetto Gulliver e il Progetto Punto Giovani, che hanno come obiettivo la crescita personale, attuata attraverso proposte di cambiamento di alcuni aspetti del proprio stile di vita.
Il Progetto Gulliver, per giovani consumatori di sostanze psicoattive e per i loro genitori, offre uno spazio nel quale rivedere il proprio stile di vita, aiutati da operatori che rappresentano punti di riferimento, ed altri giovani con i quali confrontarsi e stringere legami di amicizia autentici. Le possibili attività del progetto sono diverse e vanno dagli interventi educativi, per una scoperta guidata di momenti di vita “diversi dai soliti” (incontri culturali, gite, seminari, ecc.), a quelli psicologici (colloqui, gruppi, week-end e periodi residenziali esperienziali), per il miglioramento della propria qualità di vita.
Il Progetto Punto Giovani è indirizzato a giovani che hanno disagio e dipendenza ma non usano sostanze (presentano disturbi alimentari, dipendenze affettive, dipendenze Internet, ecc.); il percorso proposto è di tipo psicoeducativo, e rappresenta uno spazio di lavoro abbastanza aperto dove ogni utente ha la libertà di partecipare assumendosi la responsabilità delle proprie scelte. Nel Progetto Punto Giovani è possibile effettuare percorsi individuali e di gruppo; in questo progetto esiste uno spazio anche per i genitori che si trovano in difficoltà con i propri figli.

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Staff:
Coordinatore del progetto
Dr.ssa Giulia Checcucci, Psicologa Psicoterapeuta
Operatori
Riccardo Ribechini, Animatore di Comunità, Gestalt Counselor
Dr.ssa Alessia Corradini, Psicologa Psicoterapeuta
Dr.ssa Tiziana Giancologa, Psicologa
Orari:
Lunedì: 15.00-18.00
Martedì: 19.00-21.00
Mercoledì: 15.00-21.00
Giovedì: 21.00-23.00
Contatti:
Giulia Checcucci: g.checcucci@alice.it
Riccardo Ribechini: riccardo.ribechini@alice.it

La lettera di un padre

Il mio vuole essere un ringraziamento e un appello a favore del progetto “Gulliver”. La mia è una testimonianza e per essere tale deve essere semplice, chiara e dettagliata. Qui si tratta di droga, di dipendenza da sostanze oppiacee, da cocaina, da marijuana, da psicofarmaci, da alcool, dal gioco d’azzardo. Qui si tratta dei nostri figli che perdono la volontà di vivere. Qui si tratta del futuro stesso della nostra società. È bene tener presente di che cosa stiamo scrivendo, davanti ai tabù si gira intorno, ci si nasconde, si scappa via. E così succede, che se vengono tagliati i fondi agli unici progetti che hanno dimostrato una effettiva efficacia nel recupero dei tossicodipendenti sul nostro territorio, poche persone lo sappiano. Succede che davanti a quella bella e grande fotografia che sta davanti al Centro d’Accoglienza di Empoli in viale Petrarca, dove i ragazzi, gli psicologi, gli operatori, i genitori mettono in gioco la loro faccia per un appello alla solidarietà di tutti, si passi oltre, senza guardare, chiusi nelle nostre automobili in fila, puntando dritti verso il nuovo ponte in costruzione, che lentamente si avvicina.
Chiuso nella mia automobile in un parcheggio, tre anni fa, ricevetti la risposta del medico. “ Sua figlia, purtroppo, risulta che faccia uso di eroina già da diverso tempo, ne è dipendente”. Avevo trovato due giorni prima una siringa nella sua stanza. Era tornata a casa per alcuni giorni. Pallida, camminava strusciando i piedi, inarcando le spalle. Ci stava chiedendo aiuto senza dircelo apertamente. Io cosa potevo fare? Noi cosa potevamo fare? Mia moglie era rimasta in silenzio. Anche lei, così forte, così attenta, così colta e informata, mi guardava impaurita e senza dirmelo mi chiedeva aiuto. Piangevo da solo in quel parcheggio. È inutile che mi dilunghi sulla descrizione della nostra famiglia, sul nostro stile di educazione, sulla personalità nostra e di mia figlia, sui presunti errori educativi da noi commessi. La prima cosa che mi hanno insegnato al “Gulliver” è che non esistono personalità, stili educativi e condizioni sociali che predispongono all’uso delle droghe. Può succedere a chiunque, perché la droga è diffusa ovunque, perché la dipendenza sta attanagliando la nostra società. Non mi sono mai sentito solo e impotente come in quel parcheggio. E mi piangevo addosso, cercavo di capire cosa avevo sbagliato, concludendo che avevo sbagliato tutto e non sapevo cosa fare.
Poi, subito, abbiamo incontrato le persone che ci hanno aiutato. E, badate bene, non è stata fortuna, ovvero la nostra fortuna è stata quella di abitare a Empoli, dove da anni si stava lavorando con progetti innovativi contro la droga: Il Ser.T e il progetto “ Gulliver”.
Un medico del Ser.T ha preso in cura nostra figlia in modo totale, preoccupandosi non solo delle analisi tossicologiche, ma della sua intera persona. A noi genitori è stato chiesto non di abbandonarsi alle recriminazioni, ma di collaborare in modo concreto, avveduto, scientifico, al recupero. Dovevamo agire sui nostri comportamenti futuri, così come stava agendo con un grande sforzo di volontà nostra figlia, ma per fare questo non potevamo essere soli, ci voleva un luogo d’incontro, una comunità. A Empoli questo era possibile. Presso il Centro d’Accoglienza era attivo da anni il progetto “Gulliver”, nell’ambito di un più ampio progetto denominato “ Giovani e Benessere”. Un progetto nato e operante in stretta collaborazione con il Ser.t, una comunità di recupero aperta, dove i dipendenti da droghe, pur rimanendo presso le loro famiglie e continuando le loro attività di lavoro e di studio, sono guidati verso la completa liberazione dalle sostanze tossiche. Gruppi di figli e gruppi di genitori e con loro una squadra di psicologi e di educatori che in modo semplice e chiaro accompagnano gli uni e gli altri verso l’affrancamento, verso una rinnovata fiducia nella vita e nella società. Un lavoro duro per tutti i membri della comunità, un lavoro che mette di fronte alla realtà con uno studio approfondito dei propri comportamenti. Ma i risultati li ho incominciati a vedere fin dall’inizio: genitori che di nuovo sorridevano serenamente, figli che, liberati dalle droghe, intraprendevano con successo nuovi, difficili percorsi di studio e di lavoro e infine la mia di figlie, che ora riesce a parlare con noi, che, come dovrebbero fare tutti i figli, ha la forza di prendersi cura non solo di se stessa, ma anche di noi genitori, inevitabilmente avviati verso un’età più incerta.
Pensare che un progetto come il “ Gulliver” possa chiudere per mancanza di fondi è davvero triste. Abdicare davanti alla droga e, di conseguenza, davanti alla malavita organizzata in modo così stupido vuol dire aver perso di vista il vero nemico, ignorandolo, mentre da tutte le parti si vocifera di crisi, crescita e sviluppo con un linguaggio meramente economicistico. C’è poi il valore scientifico del progetto, che rischia di andare completamente perduto. Ciò che potrebbe essere un esempio per la ricerca terapeutica internazionale e un vanto della società empolese, grazie alla sua efficacia innovativa di comunità integrata nel territorio, rischia di perdersi per poche migliaia di euro.

UN PADRE