Assemblea Soci – bilancio d’esercizio 2017

Cari tutti,

anche quest’anno Vi  inviamo il nostro bilancio sociale 2017 così come lo abbiamo presentato nell’assemblea dei soci del 13 novembre scorso. I numeri economici sono piccoli (utile di euro 2331,006),  ma quelli dei servizi sono grandi (450 persone seguite).

Tutte le attività e servizi che vedete nelle slide allegate sono stati raccontati con competenza e passione dagli operatori e dai responsabili delle attività: a loro e ai volontari il nostro GRAZIE.

Un grazie particolare anche a tutti i partner che ci seguono e ci sostengono e in particolare al comune di Empoli.

“Insieme si può…” è il nostro motto e si vede.

Noi ci siamo e continueremo

 

Il comitato direttivo CAE

Juri, Francesco, Annalisa, Rita, Claudio e Paolo

Centro di Accoglienza di Empoli: 450 persone seguite nel 2017

CAE_Assemblea 2017

Calcio Sociale: trasferta a Roma, tra pallone e integrazione

“La bellezza può passare per le più strane vie” è una scritta che campeggia su un piccolo cavalcavia al Corviale, Roma. Di fronte, per quasi un chilometro, si estende il Serpentone: un palazzone di cemento nato durante il boom e diventato il simbolo della fatiscenza delle periferie romane. Da qualche anno è in corso un’opera di riqualificazione e, quindi, ecco che la bellezza si è manifestata per le più strane vie, quelle del Corviale. Lo ha fatto soprattutto con il Campo dei Miracoli, dove la dichiarazione di intenti è incisa sulla cancellata esterna. “Vince solo chi custodisce”.

In questo ambiente è nato e vive il Calcio sociale, il progetto che si è esteso con grandissimo successo anche a Avane. Alla periferia di Empoli, perché il tema delle periferie è tutt’altro che esterno. Il simbolo del Calcio sociale è il sole che nasce dalle periferie, in pratica la bellezza che passa da un luogo inaspettato. Venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 settembre davanti al Serpentone è andato in scena il ‘Triangolare della Spiritualità‘, una tre giorni di calcio e non solo. José Mourinho dice che chi sa solo di calcio non sa niente di calcio; al Corviale, ma anche a Avane o a Torino o a Cagliari o a Civitanova Marche, sono dello stesso parere, anche se con una sfumatura diversa. Qui il calcio è un veicolo, è il mezzo con cui si abbattono le barriere.

Juri Stabile, responsabile del progetto, assieme a altri educatori del Centro Giovani Avane (gestito dalla Cooperativa Il Piccolo Principe) è andato a Roma per il weekend. Da Empoli sono partiti in trentadue, alcuni un po’ timorosi per l”esordio’, altri carichi per l’esperienza, altri ancora un po’ diffidenti perché le novità un fondo di diffidenza ce l’hanno sempre. Sono tornati tutti col sorriso sulle labbra e con la voglia di ripetere l’avventura. Senza retorica, Stabile racconta: “Sul bus del ritorno c’era chi ancora parlava della pinsa romana o delle nuove amicizie strette al campo. In totale c’erano ottanta persone, dai 7 ai 70 anni. Nelle facce dei ragazzi si vedono le emozioni pure. C’erano ragazzi e ragazze di tutte le culture e religioni, ma avevano voglia di stare assieme”. A tal proposito vale la pena sottolineare come, nel gruppo in arrivo dal CGA, fossero presenti anche alcuni richiedenti asilo: data la bontà del progetto dei Cas di Empoli, avevano ricevuto un permesso speciale dalla prefettura per partire verso Roma. Il pallone è un pretesto e stavolta si è avvalso di una ‘partnership’ di Serie A. L’Empoli Fc ha deciso di venire incontro ai ragazzi del Centro Giovani, come già aveva fatto in passato. Se qualche anni fa furono un incontro didattico e un torello con Maccarone e Paredes, stavolta gli azzurri si sono superati e hanno rinsaldato il legame con Avane. L’Empoli ha regalato le magliette autentiche dei calciatori di Andreazzoli e al Campo dei Miracoli l’azzurro della prima maglia e il bianco della seconda sono stati protagonisti indiscussi. “All’Empoli va un ringraziamento speciale perché ha sostenuto il progetto e ha fatto sentire i ragazzi orgogliosi”, afferma Stabile, “L’Empoli però non è stato presente solo con le maglie. Abbiamo collaborato nella settimana della memoria col ricordo di Carlo Castellani. Come l’Empoli anche il Comune e l’assessore Fabrizio Biuzzi hanno aiutato il progetto”.

Il Calcio sociale di Roma è una realtà un po’ differente da quella empolese, ma solo perché è più radicato e può contare su una base numericamente più ampia. Ha addirittura una scuola calcio, che usa la didattica calcistica del Barcellona per ampliare la mente dei ragazzi e far imparare loro a giocare a pallone e a stare assieme. Il Campo dei miracoli è stato costruito dai volontari e adesso è un centro sportivo da fare invidia a molte società che, troppo spesso, puntano a vincere e non a insegnare qualcosa ai giovani. La palestra è anche un centro congressi e ha ospitato gente da Avane, ma anche da Civitanova Marche, Torino e Cagliari, oltre ai padroni di casa capitolini. Il tutto in un’atmosfera conviviale che ha portato tutti i giocatori a essere anche relatori, cuochi, esploratori e molto altro. In tre giorni i ragazzi hanno potuto cucinare (pollo, riso indiano e pinsa), hanno conosciuto la realtà del Serpentone, hanno giocato a calcio, hanno riso, cantato e ballato. Il messaggio inviato al mondo esterno è chiaro: non solo si può trovare bellezza ovunque, ma è da questa bellezza che nasce l’integrazione, la coesione sociale. Il Triangolare è stato infatti realizzato insieme al Dipartimento delle Pari Opportunità UNAR per confrontarsi sui temi dell’integrazione. “Quando un immigrato è veramente integrato in una nazione, in questo caso l’Italia, ride come rideva nel suo paese di origine. Ci vogliono mesi, molto più spesso anni. Eppure, quando c’è un pallone di mezzo si torna a ridere sempre, a essere felici” è quanto dice Ahmad Ejaz, giornalista pachistano di stanza a Roma da una vita.

Massimo Vallati, deus ex machina del Calcio sociale romano, è sulla stessa lunghezza d’onda. Per lui il calcio è inclusione, e ci mancherebbe altro. Non lo fiaccano né lo piegano neppure alcuni atti vandalici al Campo dei miracoli, che ospita le frequenze di Radio Impegno. È convinto di ciò che sta impresso sul cancello e nella mente di tutti coloro che lo varcano, vince solo chi custodisce. E gli empolesi, ma non solo loro, possono dunque dirsi soddisfatti di aver vinto custodendo. “Ci siamo sentiti a casa, ringraziamo Massimo e tutti i ragazzi del calcio sociale”, conclude Stabile, “Noi di Empoli torniamo a casa più forti, più carichi per il 2018-19 che è alle porte. I nostri ragazzi sono fieri di aver partecipato a occasioni di crescita, di pensiero, di riflessione come questo torneo”. Sì, perché sul campo si è disputato pure un torneo a squadre miste. Se volete sapere i risultati, chi ha vinto e chi ha perso, probabilmente non avete capito lo spirito del Calcio sociale e dovete ripartire dal via.

 

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Centri Estivi 2018 VerdeAzzurro

Come ogni anno tornano i centri estivi del Centro Accoglienza Empoli.

Periodi di sport, divertimento, e creatività: un insieme di eventi e attività creati appositamente per coinvolgere in maniera attiva ragazzi e ragazze.

Un momento importante di festa, gioco, ed aggregazione sociale, un’ occasione per stringere nuove amicizie, e divertirsi in maniera sana.

Vi aspettiamo!

5 per mille Centro Accoglienza Empoli 2018…. Grazie per il vostro aiuto!!!

Aiutaci e SOSTIENI Il Centro di accoglienza di Empoli.

Ecco la nostra campagna del 5 per 1000 della nostra Associazione di Volontariato … del Nostro Centro di Accoglienza di Empoli.

Se fate la dichiarazione dei redditi potete DONARE il 5 per mille,

basta scrivere i numeri del nostro Codice Fiscale  91002100484.

Visitate il nostro sito:   www.centroaccoglienzaempoli.it e trovate tutte le novità…

Clicca sui nostri progetti e vedrai COSA e CHI stai Sostenendo!!!

CalcioSociale

Centro Giovani Avane

Attivamente

Grazie per il Vostro Aiuto!!!!

Gira il messaggio ad altri AMICI ed aiutaci ancora di più!!!

Centro accoglienza Empoli…Un piccolo gesto che aiuta tante persone…

 

Primula della solidarietà 2018

Il Centro di Accoglienza di Empoli, in collaborazione con l’Associazione Famiglie e Il Vicariato di Empoli,  organizza la 18° edizione della Primula della Solidarietà 2018.

L’evento si svolgerà Domenica 11 marzo  nelle parrocchie che aderiscono all’iniziativa che sono tutte di Empoli: con le frazioni di Avane,
Pozzale, Corniola, Casenuove, Monterappoli
, e La Collegiata di S.Andrea.


Alla manifestazione partecipano numerosi volontari del Centro di Accoglienza e delle Parrocchie, senza i quali l’organizzazione dell’evento non sarebbe possibile: le primule della solidarietà sono vendute sui sacrati delle Chiese prima e dopo le S. Messe.

La vendita delle primule ha scopo benefico. Il ricavato delle vendite finanzierà i numerosi progetti del CAE, progetti che hanno lo scopo di sostenere giovani e famiglie in percorsi di sostegno e recupero rispetto ai problemi sociali e gruppi di socializzazione per ragazzi diversamenti abili.

La scelta del simbolo della primula significa: “la primula nasce alle soglie della primavera, anche in periodi freddi e condizioni precarie. E’ un fiore di colori diversi e necessita di essere nutrito soltanto  dall’amore della terra, dall’acqua del cielo e dal caldo del sole. Ogni anno risboccia con gli stessi colori e negli stessi luoghi”. 


E’ proprio alle soglie della primavera, in concomitanza con la rinascita della natura, che gli organizzatori della manifestazione hanno cercato di far rinascere la speranza nelle persone che vivono un disagio, attraverso la raccolta di fondi a loro destinati.
.  Proviamo insieme a riaccendere la primavera.

Grazie a tutti per la collaborazione, vi aspettiamo Domenica 11 Marzo.

LA SETTIMANA DELLA MEMORIA

Lunedì 22 gennaio, è iniziato il progetto della settimana della memoria.

Il centro giovani di Avane, in collaborazione con l’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati) e con il patrocinio del comune di Empoli, ha organizzato un percorso di sensibilizzazione rispetto al tema della deportazione.

I primi due incontri hanno collegato due argomenti all’apparenza diversissimi tra loro: lo SPORT e la DEPORTAZIONE. In questi incontri però abbiamo toccato come argomenti anche il razzismo e la discriminazione.

Ad inaugurare questo ‘progetto’ è stata una partita di calcio tra i ragazzi del ‘calcio sociale’ e quelli del centro accoglienza immigrati.

A dare inizio a questa partita è stato Vittorio Nencioni, figlio del deportato Giuseppe Nencioni e fratello di Nedo Nencioni (anch’egli deportato nei campi di concentramento di Mauthausen), che non ha parlato solo come familiare di due deportati ma anche come ‘IMMIGRATO’.

Così si è definito Vittorio, perché con la sua famiglia, durante l’adolescenza a causa della guerra si trasferì da Livorno ad Empoli. Ciò non fu facile perché venivano appellati come “ruba lavoro” e per questo spesso discriminati. Dopo il suo discorso, che ha colpito molto i ragazzi, la partita è iniziata. Si sono formate quattro squadre miste tra i due gruppi. Lo scopo di questo incontro non era quello di creare contrasti o rivalità, ma al contrario era quello di mettere in disparte gli stereotipi e i pregiudizi e creare legami tra i ragazzi immigrati e non. In tribuna trovavamo altri ragazzi che parlavano varie lingue: chi il francese, chi l’inglese, chi il senegalese. Insomma un vero e proprio scambio culturale. Un modo originale per abbattere il razzismo e gli stereotipi mettendo tutti d’accordo.